Sport e respiro

In tutti gli sport di resistenza (ad esempio ciclismo, il podismo, ecc.), spesso il senso di dispnea, cioè sensazione di respirazione difficile e sofferenza, coincide in genere con l’affaticamento. Prima della stanchezza muscolare l’atleta inizia ad avvertire la spiacevole sensazione di mancanza di respiro.

Infatti la stanchezza dei muscoli, quelli coinvolti nell’esercizio, è da attribuire ad un ridotto apporto di ossigeno agli stessi. Durante l’esercizio tutti i muscoli vengono affaticati, ma quelli respiratori, non potendo essere fermati per non arrecare danni all’intero organismo, non raggiungono mai un vero stato di affaticamento.

Quando la richiesta di ossigeno della muscolatura scheletrica non può essere soddisfatta dallo scambio polmonare,  un riflesso neurochimico  riduce l’afflusso di ossigeno ai muscoli periferici,  determinando la sensazione di stanchezza e dolore ai muscoli. Contro questo “muro” gli sportivi spesso sbattono, e porta all’inevitabile diminuzione dell’intensità di esercizio.

Imparare una corretta respirazione permette di ritardare la sensazione di l’affaticamento e aumentare la performance sportiva.

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